• Roberto Rosolen

AFFASCINANTI DATI DI FATTO RIGUARDO LA FASCIA



Questo articolo si propone di fare luce su 8 correlazioni importanti tra la Fascia (tessuto connettivo) ed il Fitness.

  1. La miofascia è una matrice tridimensionale

La Fascia da forma al corpo nella sua interezza, è una matrice tridimensionale ininterrotta di supporto strutturale che avvolge organi, muscoli, articolazioni, ossa e fibre nervose. Proprio questa organizzazione fasciale multidirezionale e multidimensionale ci permette di muoverci in tutte le direzioni (Myers 2001; Huijing 2003; Stecco 2009).

2. La Fascia è una forza di trasmissione

Hai mai visto i ragazzi che praticano il parkour saltare giù da un edificio di 2/3 piani, rotolarsi a terra e ripartire di corsa? Com’è possibile che le loro articolazioni non “esplodono” nell’impatto con il suolo?

La risposta trova soluzione sulla tridimensionalità della Fascia che ha la capacità di disperdere la forza d’impatto del corpo con il terreno, attraverso la sua rete fasciale, minimizzando il rischio di infortunio (fintanto che l’impatto non sia troppo forte). La Fascia quindi aiuta a prevenire e minimizzare lo stress a cui sono sottoposti i muscoli, le articolazioni e le ossa, ed aiuta a sfruttare l’impulso creato dall’integrità del corpo riducendo al minimo la quantità di carburante utilizzata durante il movimento.

Le linee miofasciali descritte nel libro Anatomy Trains ci danno una chiara idea come la Fascia riduca gli stress all’interno del corpo a seconda della direzione delle forze che lo attraversano (Myers 2001; Huijing 2003; Sandercock & Maas 2009).

3. Le ripetizioni fanno bene e male

La legge di Davis dichiara che il tessuto molle, una forma di Fascia, si rimodella (diventando più rigido e denso) lungo le linee di stress meccanico (Clark, Lucett & Corn 2008). Ciò può avere benefici a breve termine ma conseguenze a lungo termine.

Quando facciamo un movimento ripetitivamente, il tessuto molle si rimodellerà nella direzione del movimento desiderato in modo che il tessuto stesso diventi più forte nel rispondere alle forze si trasmettono su di esso in quella determinata direzione. A lungo termine però, le stesse ripetizioni, possono rendere la Fascia più resistente lungo le linee di stress, ma più debole nelle altre direzioni; risultando più facile per la stessa stirarsi o creando rigidità nelle articolazioni quando si muovono in direzioni diverse. Lo stesso si può dire per i non-movimenti ripetitivi, come stare seduti o in piedi per lungo tempo durante il giorno, i mesi e gli anni.

4. La Fascia può auto guarirsi e diventare ipertrofica

Uno studio del 1995 ha dimostrato che gli stress meccanici (esercizio fisico) possono rendere un legamento ipertrofico (Fukuyama et al. 1995). Altri studi hanno dimostrato l’abilità della Fascia di auto guarirsi dopo uno strappo. Uno studio, per esempio, dimostrò come persone con il crociato anteriore danneggiato/strappato fossero in grado di tornare alla funzionalità completa del ginocchio e come il crociato anteriore “guariva” in autonomia (Matias et al. 2011). Più impariamo dalla Fascia e più sarà possibile creare nuove tecniche di riabilitazione, oltre che cambiare la nostra idea di come sia meglio allenarsi.

5. La Fascia può contrarsi

I miofibroblasti, che permettono al tessuto muscolare liscio di contrarsi, sono stati trovati anche nella Fascia (Schleip et al. 2005). Inoltre sulla Fascia sono stati trovati diversi meccanorecettori (apparato del Golgi, corpuscolo di Ruffini, corpuscolo di Pacini) i quali si pensa possano contribuire, come nei muscoli, alla contrazione e comunicazione con il sistema centrale sulle forze di tensione presenti nel tessuto connettivo (Myers 2011). Si pensa che la contrazione della Fascia aiuti a mantenere la stabilità/equilibrio e ad economizzare l’energia necessaria al movimento. Chiaramente altri studi saranno necessari per capire come la Fascia ed i muscoli si contraggono tra di loro, come queste contrazioni influenzino il movimento nel suo insieme e quali risvolti positivi possono avere per i professionisti del fitness.

6. La Fascia può agire in completa indipendenza dal Sistema Nervoso Centrale (Cervello)

La Fascia è sempre in tensione fintanto che la gravità è presente. Questa pretensione passiva è chiamata livello di tono miofasciale a riposo – Myers ne parla usando il principio della Tensegrità (Alfonse et al. 2010; Myers 2011). Il tono miofasciale di base ci fornisce una certa stabilizzazione che aiuta la nostra postura e ci permette di fare certi movimenti, come scendere dalla macchina, senza doverci pensare.

Dato che il tessuto connettivo ha 10 volte più propriocettori dei muscoli (Myers 2011), la rete fasciale ci aiuta a reagire al nostro ambiente più velocemente di come la mente cosciente possa fare, sia che stiamo per inciampare in un gradino, gareggiando contro un altro giocatore nello sport o ritirare la mano da una pentola che scotta.

Questo pretensionamento della Fascia ci aiuta a mantenere una corretta postura con meno fatica e sforzo comparato con un costante impegno muscolare e consumo di energia. Un aneddoto: una mia cliente mi disse che le era stato possibile stare in piedi e cucinare per 8 ore di seguito senza dolori, cosa che non le sarebbe riuscita prima del percorso del Rolfing®.

7. L’umore influisce sulla Fascia

Nel loro libro: The Endless Web – Fascial Anatomy and Physical Reality (North Atlantic 1996), R. Louis Shultz e Rosemary Feitis ci dicono come le emozioni sono accumulate nel nostro corpo, incluso nel tessuto connettivo. Essi scrivono “la risposta fisica alle emozioni avviene attraverso il tessuto connettivo”. “La Fascia è il corpo emozionale..Idealmente, i sentimenti sono sentiti in tutto il corpo – le emozioni viaggiano attraverso la rete fasciale. Noi interpretiamo poi la sensazione fisiologica come rabbia, affetto, amore, interesse e così via.. Il fatto che il tuo collo non possa allungarsi e raddrizzarsi può essere legato allo shock infantile di essere sempre stato vittima di bullismo. Il lavoro fisico può solo in parte risolvere il problema fintanto che non c’è un riconoscimento che ci può essere un’origine emozionale”.

Con queste informazioni, i professionisti del fitness possono sviluppare un approccio olistico nel valutare la postura ed il movimento – un approccio quindi che relaziona la postura ed il movimento, non solo all’aspetto fisico ma bensì anche a quello emotivo e psicologico.

La Fascia può diventare più rigida e meno uniforme quando un cliente è depresso, ansioso o impaurito (Shultz & Feitis 1996; Lowe 1989). I personal trainers se ne rendono conto quando i loro clienti si presentano dopo una giornata negativa. L’umore influenza massicciamente la postura, il movimento e la propriocezione. Probabilmente migliorando l’umore può migliorare lo stato fisico attraverso un miglioraremento della reste fasciale.

8. La Fascia ci permette di allenare il nostro corpo come un tutt’uno

Myers ha dimostrato attraverso delle dissezioni come il tessuto connettivo non solo avvolge muscoli, ossa e organi ma li collega tra di loro con diversi strati fasciali (Meyers 2011). Per gli atleti e per tutti coloro che vogliono migliorare e massimizzare il movimento funzionale, il sistema fasciale ci offre un fondamento logico per incorporare nei nostri regimi di allenamento un movimento che coinvolga il corpo nel suo insieme.

Più andiamo avanti con la conoscenza del nostro tessuto connettivo e di più riusciamo ad integrarlo con gli altri sistemi del corpo (muscolare, nervoso, osseo) ed ottenere maggiori informazioni riguardo il movimento umano e le performance. Usare le linee/catene miofasciali durante i nostri allenamenti può darci un prospettiva diversa su come massimizzare la forza, risparmiando energia ed aumentando la resistenza mentre miglioriamo la mobilità articolare.

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