• Roberto Rosolen

Rolfing® per lo Sport



Lavorare con i clienti che hanno consapevolezza del proprio corpo e apprezzano i miglioramenti che in esso avviene, è molto appagante. Amo lavorare con gli atleti professionisti e le persone a cui piace tenere sotto controllo i loro miglioramenti.

Due fattori principali portano un’atleta ad intraprendere il percorso del Rofling®: recupero dagli infortuni e aumento delle prestazioni. La maggior parte di essi, sia che siano professionisti o amatori, provano una nuova soluzione perché gli altri trattamenti non hanno risposto adeguatamente ai loro bisogni. La maggior parte dei disagi acuti hanno radici che si sviluppano da problematiche croniche. A volte questi problemi cronici sono ben conosciuti, altre volte invece non sono conosciuti e a livello clinico non producono sintomi.

La chiave per risolvere o per lo meno alleviare sia un problema acuto che una condizione cronica, è guardare al di là dell’area dove si manifesta il disagio. Raramente l’area del corpo in sofferenza è l’area dove il problema è nato. Questo non significa che le zone di dolore non siano aree corporee in difficoltà, semplicemente non sono la causa del problema stesso.

Capire che il corpo nel suo insieme cerca di compensare i disallineamenti, gli infortuni, e il suo utilizzo in maniera asimmetrica, è fondamentale per capire come i cambiamenti positivi permanenti siano possibili. Come un bravo muratore non continuerà a rattoppare le crepe che si creano sui muri, ma consoliderà le fondamenta, così farà un bravo Rolfer™: riorganizzerà il corpo dell’atleta per togliere gli sbilanciamenti e disallineamenti.

I continui infortuni alle ginocchia, spesso riscontrati tra i runners, è un comune esempio di come un problema ricorrente possa essere trattato efficacemente con il Rolfing®. Se chiedi ai corridori che hanno sofferto o soffrono di questo problema, la maggior parte di loro ti dirà di non aver mai subito infortuni alle ginocchia che giustifichino questi dolori. Ti diranno invece che il dolore si è presentato di colpo e ha continuato a peggiorare.

Se guardi attentamente come questi corridori camminano o corrono, vedrai che le loro ginocchia non si muovono in linea retta. Non ha importanza in che direzione il ginocchio punta, il problema è nella coscia e nel bacino.

A causa di uno sbilanciamento cronico al di sopra del ginocchio, la coscia e la gamba (segmento dal ginocchio alla caviglia) non seguiranno la stessa direzione. Quando un ginocchio punta verso l’interno, solitamente la gamba punterà verso l’esterno. Il ginocchio, che per sua conformazione si trova nel mezzo, subisce le tensioni di due vettori non allineati. E’ solo una questione di tempo prima che il ginocchio si usuri.

Raramente la causa del problema è localizzata dove il problema si manifesta.

Solitamente, il dolore inizia lateralmente al ginocchio e poi si irradia verso la fascia lata e la coscia. Con il tempo, il dolore si intensificherà attorno al ginocchio e si localizzerà più internamente, coinvolgendo i menischi.

Questo tipo di problematica va trattata come parte di una disorganizzazione più ampia. Alleviare semplicemente il dolore al ginocchio, è di poco aiuto. La disorganizzazione va corretta, oltre a ciò va corretto anche il modo di muoversi (camminare e correre), il quale è la fonte del problema. Una volta che il tessuto connettivo è ri-organizzato e la gamba ri-allineata, il ginocchio può iniziare a ristabilirsi.

Una volta raddrizzata la gamba e sanato il ginocchio, maggior ordine viene creato anche nella coscia. Questa migliore organizzazione dell’arto nel suo insieme, si tradurrà istantaneamente in una migliore prestazione atletica! Le ossa, i muscoli e il tessuto connettivo della gamba può ora muoversi nel modo corretto.

La maggior organizzazione strutturale locale e globale permetterà al corpo di raggiungere livelli di performance mai realizzati prima.

“ho appena ri-iniziato a correre ed ero preoccupata che il dolore al ginocchio si ripresentasse. Già dopo alcune sedute con Orwen, correvo in modo molto diverso. Corro con meno difficoltà, riesco ad andare più veloce e soprattutto non ho più i dolori del giorno dopo. Quando sto per tornare alle vecchie abitudini, lo riconosco prima di farmi male e mi correggo”.

Theresa Rnner

Ogni atleta di fama internazionale con cui ho avuto il piacere di lavorare, ha avuto dei miglioramenti notevoli di performance. Quando il corpo è libero di muoversi come è stato creato per fare, si esprime al massimo dei livelli.

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